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San Biagio Vescovo e Martire di Sicili (SA)


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Madonna dei Martiri Sicili (Salerno)


San Biagio Vescovo e Martire di Sicili (Salerno)

E' IN QUESTO PICCOLO PAESE " SICILI' "
DOVE OGNI ANNO, TRA TRADIZIONE E CULTURA,
SI VENERA IL GLORIOSO SAN BIAGIO VESCOVO E MARTIRE

Il paese di Sicilì è adagiato sulle falde della verde collina del M.te Mamino,
a poco più di 200 metri di quota lungo la media valle del fiume Bussento.
Grazie alla sua felice posizione geografica, il paese gode di un clima mite che dona fertilità ai suoi campi e che induce il visitatore a sostare a lungo nella piazzetta situata al centro del paese.
Da essa si dipartono le stradette, in parte ancora oggi lastricate in pietra, che percorrono l'abitato.
Benché si sappia poco riguardo alle sue origini, Sicilì doveva essere un importante centro abitato già nel XVI secolo, quando divenne sede baronale dei De Stefano, che tennero il feudo fino ai primi dell'800.
A questa nobile famiglia si deve la costruzione, nel XVI secolo, della Chiesa dell'Annunziata, che secondo la tradizione sorge sul sito di un'antica edicola italo-greca, dedicata a San Teodoro.
A Sicilì, oltre che a produrre un ottimo Olio Extravergine di Oliva si pratica l'allevamento dei suini, la pastorizia e la coltivazione del fico bianco
del Cilento.

PICCOLA STORIA DI SICILI' SCRITTA DAL SIGN. GIUSEPPE CIOFFI
Ricavata da documenti ufficiali i quali si mantengono conservati e parte dai nostri antipassati


Foto fornita da Enrico Nicodemo

Le notizie che si hanno di questo sperduto paese della Provincia di Salerno, situato nel basso Cilento non precisano la data della sua fondazione, unica notizia sicura che si ha sta scritta sulla campana della Chiesa madre Ss. Annunziata: A.D. 1521.
Gente che hanno letto libri scritti in latino di scrittori Lucani ci hanno tramandato che i primi abitanti furono siciliani.
Un giorno, passando per queste zone un Signore benestante della Sicilia con vari animali: bovini e caprini, trovando la contrada molto bene adatta per pascolo, bagnata dal Fiume Bussento, vi lasciò gli animali suddetti;
se ne andò a Scario, imbarcandosi su una nave diretta in Sicilia.
Li arrivato, fu consigliato di mandare sul posto alcune famiglie per vigilare; averne cura di questi animali e così fu fatto per tanto; sicuramente questa gente diede il nome al paese Sicilì.
Quanti sacrifici dovettero affrontare questi primi abitanti di Sicilì, quante lacrime avranno versato su queste vallate e colline, quanta tristezza simile alla tristezza oceanica, senza nessun conforto, tutto da fare;
avendo per incoraggiamento e consolazione solamente la grandiosità dei campi da pascolo per gli animali e il mormorio dello scorscio delle acque del Fiume Bussento. Però questo popolo siculo, con un paziente e costante lavoro, creò, incentivò la pastorizia, l'agricoltura, aumentando le famiglie, formando un buon numero di abitanti che mandavano i figli a studiare a Policastro, dei quali ne uscirono molti uomini illustri.
Alcuni di questi: dal 1596 al 1598 fu Vicario Generale Bartolomeo Ficani,
dal 1747 al 1780 fu Vescovo di Antinopoli Don Carmelo Cioffi,
dal 1780 al 1782 fu economo Don Stefano Scapolatempore,
dal 1892 al 1912 fu Professore di Filosofia e Lettere il Canonico Don Nicola Vassalli e, non solo sul campo ecclesiastico ma anche su quello civile, crearono, educarono una gioventù veramente degna della razza sicula.
Il Signore Don Antonio Cioffi doveva essere un uomo d'ideali di libertà, legato ai Buonapartisti, ai rivoluzionari francesi, varie famiglie in Sicilì erano contro il Governo Borbonico. Che Don Antonio Cioffi fosse legato ai rivoluzionari francesi ce lo fa capire una lettera scritta a Sicilì in data 12.XI.1967 dal Prof. Umberto Caldora dell'Università di Napoli ed ivi residente, il quale chiedeva notizie sulla personalità del Signore Don Antonio Cioffi, perché aveva letto un libro francese dove si diceva che Victor Hugo insieme con altri uomini illustri di Francia era stato a Sicilì e fu ospite di Don Antonio Cioffi (chi lo sà, forse in queste zone Victor Hugo trasse ispirazioni di scrivere i Miserabili). Si dice inoltre che il padre di Victor Hugo fu Capo della Polizia in questa zona e il brigante fradiavolo si prendeva sempre gioco di lui. Continuando su date storiche di Sicilì si ha: nel 1537 col R.Assenso fu fatta la vendita di Sicilì dal Barone Pietro Comide alla famiglia De Stefano. Nel 1565 l'Università di Sicilì comprò dal feudatario Signor Scipione Rocco una zona di terra, che sarà stata i Terroni e questa Università dopo cinque anni, nel 1570 la lo vende al Signore Pietro De Stefano per 11.500 ducati (ogni ducato valeva lire 4,50) e sotto la Baronia della famiglia De Stefano il popolo viveva discretamente, c'erano famiglie povere e di tanto in tanto andavano a chiedere qualcosa al Palazzo Baronale; c'erano dame che davano qualcosa ma vi erano di quelle che dicevano: "le murtelle (murta) sono cariche". Non é stato possibile però trovare qualche scritto che comprovasse queste notizie; esse sono state trasmesse dai nostri antenati, sicuramente é leggenda. Nel 1695 questo laborioso popolo di Sicilì soffrì un grande dolore: fu attaccato da una peste orribile. Ma pur dinanzi ad una disgrazia così orribile il restante della popolazione che si salvò dalla peste si mantenne ferma sul posto, non si allontanò e con il passar degli anni rifece il paese con una buona popolazione, fu organizzata l'amministrazione dell'Università di Sicilì, si crearono i monti Pll, gli amministratori sempre interessati per il bene del popolo, buona armonia con Morigerati che era amministrata pure dal Consiglio di Sicilì.....(Continua)
Giuseppe Cioffi Sicili (Salerno)


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SAN BIAGIO VESCOVO E MARTIRE DI SICILI' (SALERNO)
SI FESTEGGIA IL 3 FEBBRAIO E 14 MAGGIO DI OGNI ANNO

Festa San Biagio 1928